Il progetto Nave Ospedale per il Madagascar

CONTESTO E GIUSTIFICAZIONE


il Madagascar, paese dal quale si intende attivare l’attività sanitaria tramite la nave ospedale, è la quarta isola del mondo, per grandezza, con una popolazione di circa 19 milioni di abitanti.Dire “circa” è obbligatorio e significativo in quanto ancora oggi sono moltissimi i bambini “mai nati”, poichè mai registrati all’anagrafe.

E’  uno dei  paesi più poveri al mondo, con tutte le note conseguenze che derivano dalla povertà, come la denutrizione, le malattie infettive, parassitarie e dermatologiche.

Terminato  il  regime  dittatoriale, nel  2002,  ora vige un clima politico ancora molto incerto, sebbene si tratti di una repubblica presidenziale: il risollevamento delle drammatiche condizioni del passato, in ogni settore, è lentissimo, complicatissimo ed ancora molto lontano per i numerosi ed isolati villaggi.

Nel paese sono presenti principalmente le seguenti malattie: malaria, peste, dengue, tifo, paratifo ed epatite virale, leishmaniosi, febbri emorragiche, colera, elmintiasi, giardiasi,echinococcosi, schistosomiasi e tracoma. I casi di Aids sono in aumento mentre vi è elevata endemicità per la tubercolosi e la difterite. (fonte di informazione: Walter Pasini “Salute e Sicurezza nei 5 Continenti-situazione al 3 gennaio 2008″) . Molte sono, inoltre, le patologie sessualmente trasmesse come la sifilide e la gonorrea.

La prostituzione minorile è in forte aumento: un numero sempre più crescente di bambine/ragazzine è indotto a prostituirsi, specie nelle città e nei paesini sulla costa, a causa della diffusissima povertà.

Sono ancora presenti numerosi villaggi-lebbrosari nei quali permane l’impronta dell’emarginazione e del ghetto.

Numerose famiglie, interi villaggi, specie al sud, vivono al limite della sopravvivenza e non hanno alcuna possibilità di accedere alla sanità, alla scuola, al mondo del lavoro.

La nostra conoscenza diretta della situazione malgascia, unita alla raccolta dati e alle testimonianze dei Missionari (Salesiani, Gesuiti, Camilliani, Nazarene) con i quali da anni collaboriamo, mette in evidenza come, quotidianamente (senza citare eventuali situazioni particolari indotte da calamità naturali) le cause di morte, specie nella popolazione infantile, sono dovute a malattie curabili come, ad esempio, la diarrea, le infezioni post-traumatiche, gli esiti di ustioni, le crisi respiratorie, ma per le quali manca la possibilità economica da parte delle famiglie di acquistare i farmaci ed una minima assistenza sanitaria. Bambini e giovani donne incinte, con estrema difficoltà portano a termine numerose gravidanze esitanti spesso nella morte del nascituro, in gravi ed imponenti emorragie o nella morte della madre stessa.

La sanità in Madagascar, sia pubblica che  privata, escludendo alcune strutture nelle principali  città, è rappresentata da edifici fatiscenti ed inidonei, sprovvisti di presidi, materiale sanitario ed adeguate scorte di farmaci. ogni minima prestazione, inoltre, è erogata esclusivamente a pagamento. La sanità privata viene solitamente gestita da missionari ed offre condizioni di accesso migliori, rispetto a quella pubblica. Tuttavia la popolazione, in genere, difficilmente riesce ad accedere alle cure di cui necessita sempre e solo a causa dell’estrema povertà.

Vedi alcune immagini dei luoghi e della vita malgascia  sopra descritti da qui

 

 

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